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I Saloni della Principessa sono il cuore nobile di Palazzo Brancaccio, l'ultima residenza principesca costruita a Roma. Dimora storica dei principi Brancaccio e oggi dei loro eredi, questo luogo conserva intatti il fascino e gli arredi originali della grande nobiltà.
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Palazzo Brancaccio
Palazzo Brancaccio fu costruito a fine Ottocento da una ricchissima signora americana per sua figlia Elizabeth Field, sposa del principe Salvatore Brancaccio.Progettato dagli architetti Gaetano Koch e Luca Carimini, sorge lungo via Merulana, tra le basiliche di Santa Maria Maggiore
e San Giovanni in Laterano, conservando immutata nel tempo la sua eleganza grandiosa e solenne.
I saloni
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Le nostre sale
SALONE DEL
BALDACCHINO
Cuore simbolico del palazzo, il Salone del Baldacchino ospita il prezioso dossello rosso con lo stemma di casa Brancaccio: quattro zampe (branche) di leone d’oro in campo azzurro. Qui si trovano i ritratti dei principali personaggi della famiglia, signori e condottieri, dame e prelati. Sulla cornice che gira intorno al soffitto sono affrescate le vedute delle proprietà della famiglia, tra cui lo stesso Palazzo Brancaccio.
SALA DEI
LEONI
Rivestita di raso rosso, questa sala prende il nome dalle teste di leone scolpite su poltrone e divani, tra consolles dorate e arredi preziosi. Vi si trova il busto della principessa Elizabeth Brancaccio (1846-1909), dama d’onore della regina Margherita e figura iconica della mondanità romana: un ritratto in pietra chiara, con la corona e lo sguardo sognante rivolto verso la luce.
SALOTTO
DEGLI SPECCHI
Piccolo gioiello di specchi e dorature, questo salotto custodisce i ritratti in miniatura dei Brancaccio dal medioevo al Novecento ed è ispirato al settecentesco Gabinetto delle Miniature di Palazzo Reale a Torino.
Fu voluto dalla principessa Elizabeth e realizzato da Francesco Gai (1835-1917), famoso artista e amico di famiglia, autore di numerose altre opere e decorazioni all’interno del palazzo, tra cui la spettacolare portantina intagliata esposta qui.
BIBLIOTECA
La biblioteca di Palazzo Brancaccio, con soffitti altissimi, scaffalature in legno scuro, lunghi tavoli e un grande camino in pietra, è uno spazio raccolto e silenzioso, ideale per la lettura. Conserva molti volumi in inglese appartenuti alla principessa Elizabeth, al principe Salvatore e alla loro famiglia, oltre a documenti e studi sulla storia dei Brancaccio, tra i più importanti casati italiani. Tra i suoi membri figurano personalità illustri come il cardinale Rinaldo (1360 ca–1427), protagonista del Grande Scisma d’Occidente, e le nobildonne citate da Boccaccio ne La Caccia di Diana (1334).
SALA
DEGLI ARAZZI
Un grande salone dalle pareti dorate, impreziosito da tre arazzi francesi del Seicento con le storie di Ciro il Grande narrate da Erodoto.
Tra vasi orientali e un maestoso lampadario centrale, la sala unisce suggestioni orientaliste e magnificenza aristocratica in una miscela armonica ed elegante.
SALA
DA PRANZO
Accanto alla Sala degli Arazzi si apre la luminosa sala da pranzo, con il grande tavolo centrale, porcellane di Meissen, scene di caccia, nature morte, vasi cinesi e due grandi finestre che affacciano sul verde del parco.
SALOTTO
DEL PONTE
È l’ambiente più intimo del palazzo, dove i principi trascorrevano il tempo in privato tra la musica, le fotografie di famiglia e il calore del camino. Qui si trovano anche i busti in bronzo degli ultimi principi Brancaccio, Marcantonio e Fernanda. Dal salotto si accede al parco tramite un suggestivo ponticello di ferro lungo 25 metri: un passaggio quasi segreto dal salotto al giardino ombroso, come verso un sogno.
PARCO
Situato sulla cima del Colle Oppio, il Parco di Palazzo Brancaccio è un’area verde di circa due ettari al centro della città. Secondo la tradizione, proprio in questo luogo si trovava l’imperatore Nerone, intento a suonare la cetra mentre Roma ardeva ai suoi piedi. Passeggiare per i viottoli fra i lecci secolari, gli allori e le palme, scoprendo pezzi di statue che fanno capolino in mezzo agli acanti, dà la sensazione di entrare in un mondo fuori dal tempo, silenzioso e inaccessibile alla frenesia della città.
SALONE DEL
BALDACCHINO
Cuore simbolico del palazzo, il Salone del Baldacchino ospita il prezioso dossello rosso con lo stemma di casa Brancaccio: quattro zampe (branche) di leone d’oro in campo azzurro. Qui si trovano i ritratti dei principali personaggi della famiglia, signori e condottieri, dame e prelati. Sulla cornice che gira intorno al soffitto sono affrescate le vedute delle proprietà della famiglia, tra cui lo stesso Palazzo Brancaccio.
SALA DEI
LEONI
Rivestita di raso rosso, questa sala prende il nome dalle teste di leone scolpite su poltrone e divani, tra consolles dorate e arredi preziosi. Vi si trova il busto della principessa Elizabeth Brancaccio (1846-1909), dama d’onore della regina Margherita e figura iconica della mondanità romana: un ritratto in pietra chiara, con la corona e lo sguardo sognante rivolto verso la luce.
SALOTTO
DEGLI SPECCHI
Piccolo gioiello di specchi e dorature, questo salotto custodisce i ritratti in miniatura dei Brancaccio dal medioevo al Novecento ed è ispirato al settecentesco Gabinetto delle Miniature di Palazzo Reale a Torino.
Fu voluto dalla principessa Elizabeth e realizzato da Francesco Gai (1835-1917), famoso artista e amico di famiglia, autore di numerose altre opere e decorazioni all’interno del palazzo, tra cui la spettacolare portantina intagliata esposta qui.
BIBLIOTECA
La biblioteca di Palazzo Brancaccio, con soffitti altissimi, scaffalature in legno scuro, lunghi tavoli e un grande camino in pietra, è uno spazio raccolto e silenzioso, ideale per la lettura. Conserva molti volumi in inglese appartenuti alla principessa Elizabeth, al principe Salvatore e alla loro famiglia, oltre a documenti e studi sulla storia dei Brancaccio, tra i più importanti casati italiani. Tra i suoi membri figurano personalità illustri come il cardinale Rinaldo (1360 ca–1427), protagonista del Grande Scisma d’Occidente, e le nobildonne citate da Boccaccio ne La Caccia di Diana (1334).
SALA
DEGLI ARAZZI
Un grande salone dalle pareti dorate, impreziosito da tre arazzi francesi del Seicento con le storie di Ciro il Grande narrate da Erodoto.
Tra vasi orientali e un maestoso lampadario centrale, la sala unisce suggestioni orientaliste e magnificenza aristocratica in una miscela armonica ed elegante.
SALA
DA PRANZO
Accanto alla Sala degli Arazzi si apre la luminosa sala da pranzo, con il grande tavolo centrale, porcellane di Meissen, scene di caccia, nature morte, vasi cinesi e due grandi finestre che affacciano sul verde del parco.
SALOTTO
DEL PONTE
È l’ambiente più intimo del palazzo, dove i principi trascorrevano il tempo in privato tra la musica, le fotografie di famiglia e il calore del camino. Qui si trovano anche i busti in bronzo degli ultimi principi Brancaccio, Marcantonio e Fernanda. Dal salotto si accede al parco tramite un suggestivo ponticello di ferro lungo 25 metri: un passaggio quasi segreto dal salotto al giardino ombroso, come verso un sogno.
PARCO
Situato sulla cima del Colle Oppio, il Parco di Palazzo Brancaccio è un’area verde di circa due ettari al centro della città. Secondo la tradizione, proprio in questo luogo si trovava l’imperatore Nerone, intento a suonare la cetra mentre Roma ardeva ai suoi piedi. Passeggiare per i viottoli fra i lecci secolari, gli allori e le palme, scoprendo pezzi di statue che fanno capolino in mezzo agli acanti, dà la sensazione di entrare in un mondo fuori dal tempo, silenzioso e inaccessibile alla frenesia della città.